Uno strano video arriva dalla Libia e la sinistra lo accoglie come un regalo insperato, perfetto per riaprire la campagna sul “caso Almasri”. Mostra un uomo con una jellaba bianca, la tipica tunica diffusa in nord Africa, che nella strada trafficata di una città butta a terra un altro uomo e lo prende a pugni per circa dieci secondi, sotto gli sguardi impassibili dei passanti. L’intera scena dura 38 secondi, l’aggressore è inquadrato quasi sempre di spalle o non è inquadrato affatto, tranne che per i pochissimi istanti in cui lo si vede di lato. Non c’è alcuna immagine dell’aggredito al termine del pestaggio. Il video termina con una fotografia, fatta in tutt’altro contesto, che mostra Osama Njeem Almasri vestito con una jellaba bianca, sorridente col gesto del pollice in alto. È messa lì per convincere chi guarda che il picchiatore è proprio l’ufficiale libico arrestato in Italia e poi rispedito in patria.
Quell’uomo potrebbe essere Almasri, ma anche una persona di corporatura simile. La sequenza non consente di dire altro: nulla sulla data o sulle condizioni dell’uomo percosso, che sono gli elementi chiave di questa storia. Ammesso che il filmato non sia creato o alterato con l’intelligenza artificiale: chilo ha diffuso ha già usato gli algoritmi per manipolare l’immagine di Almasri. Il video è stato pubblicato sul social network X dalla testata Almasdar Media (Almasdar è un nome generico, traducibile come «La Fonte») e rilanciato da Refugees in Libya, una ong pro-migranti. Sostengono che quell’uomo è proprio Almasri, che la scena è recente, quindi successiva alla scarcerazione da parte del governo italiano, che è stata ripresa nelle strade di Tripoli e si è conclusa con la morte dell’aggredito.











