Un’altra vittima, stesso copione. Questa mattina a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, la 47enne Tina Sgarbini è stata trovata senza vita nella sua abitazione. Il corpo della donna era riverso a terra, scoperto dai carabinieri dopo una segnalazione dei familiari del compagno, preoccupati per l’improvvisa mancanza di contatti con la coppia. Secondo le prime ricostruzioni, Tina sarebbe stata uccisa al termine di un violento litigio con l’ex fidanzato, un uomo di 36 anni ora ricercato attivamente dalle forze dell’ordine.

Se confermato come femminicidio, questo tragico caso porterebbe a 61 il numero di donne uccise in Italia nel 2025 a causa della violenza di genere. Questi i dati emersi dall’Osservatorio nazionale Nudm, che monitora costantemente i casi di femminicidio.

Una mappa della violenza

Un fenomeno inquietante diffuso in maniera sistematica sul territorio italiano, come emerge dai dati più significativi raccolti. Da inizio anno, i tentati femminicidi sono stati almeno 42, distribuiti in modo capillare: si conta almeno un caso in 14 Regioni, 35 Province e 60 città, con quasi due terzi degli episodi concentrati in Lombardia, Toscana, Campania e Lazio.

Le vittime hanno un’età media di 54 anni, ma il range è vastissimo: dalla più giovane, di solo un anno, alla più anziana di 93. In dieci casi erano presenti denunce pregresse che avrebbero potuto fungere da allarme, ma purtroppo senza esiti protettivi. Tra le vittime si trovano anche due sex worker e undici persone con disabilità o gravi malattie, segno della vulnerabilità particolare di alcune categorie. I minori coinvolti sono numerosissimi: almeno quattro bambini hanno assistito alla morte della madre, mentre 36 figli sono rimasti orfani a causa di queste tragedie.