La classe di Marc Marquez, lo sconforto di Bagnaia

(Paolo Lorenzi) Imperscrutabile, una maschera di cera, lo sguardo fisso, Pecco Bagnaia nasconde lo sconforto dietro un’impassibilità attonita. Parlotta con Gabarrini, nessun altro intorno. Solo, per sbollire una quinta fila che fa male e certifica, una volta di più, la difficoltà del momento. Diventata una montagna da scalare. Che fosse un week end difficile lo si era capito subito, dopo i primi giri sulla nuova pista del Balaton Park. Corta, stretta, piena di chicane che le Ducati soffrono. Lo ha detto anche Marc Marquez: «Il carattere della nostra moto è adatto a piste più larghe. Dobbiamo essere più agili nei cambi di direzione, e qui ne trovi quattro in un giro». Ma lo spagnolo, con la sua classe, supplisce a ogni difficoltà. La prima pole position sul nuovo tracciato ungherese porta la sua firma (la 74esima in Motogp). La differenza con il compagno di squadra resta, in tutta la sua evidenza. Mentre Pecco affonda, Marc comunque spicca. Ci mette del suo per coprire eventuali magagne. Le Ducati forse soffrono sulla pista inedita, ma due Desmosedici nelle prime tre posizioni, dicono che comunque sono loro il riferimento. Qui fanno forte le Ktm (Acosta era accreditato per la pole ma è scivolato subito, troppa foga, e con la seconda moto non si è avvicinato), Bastianini ha chiuso col quarto tempo, le Aprilia non si capisce, sembravano in difficoltà, ma poi Bezzecchi che venerdì soffriva in frenata, ha agguantato la seconda casella dello schieramento, passando dalla Q1. Bez è in gran forma, Martin venerdì aveva mandato segnali di ripresa ma non ha superato la Q1. Il pronostico è un rebus: le Ducati hanno piazzato anche Di Giannantonio e Morbidelli al terzo e quinto posto, e Aldeguer in ottava posizione (Alex Marquez, 11°, dovrà cedere tre posizioni in griglia, per aver ostacolato Bagnaia in prequalifica); sul ritmo Marc Marquez è messo bene. Oggi pomeriggio la gara veloce scioglierà i primi dubbi.