Il titolo di un celebre film americano recita «Il postino bussa sempre due volte». Dopo il compromesso sui dazi raggiunto da Usa e Ue a fine luglio e formalizzato nelle scorse ore, tuttavia, il rischio concreto è che i fattorini statunitensi non bussino neanche una volta.

La decisione dell'amministrazione Trump di rimuovere dal 29 agosto le esenzioni fiscali sulle spedizioni di valore inferiore a 800 euro (che adesso saranno tassate al 15%, come larga parte dei prodotti in arrivo da Oltreoceano) ha scatenato una levata di scudi da parte degli operatori postali di mezza Europa. A cominciare dalla Germania, dove già ad aprile - dopo il primo giro di vite impresso dal tycoon sulla politica commerciale a stelle e strisce - Dhl aveva deciso di sospendere le spedizioni verso gli States dal valore superiore a 800 euro.

Con una nota diffusa ieri la tedesca Deutsche Poste, controllata di Dhl, ha annunciato, a partire da oggi, la «temporanea» ma «significativa» sospensione delle spedizioni «standard» (quelle, cioè, relative ai pacchi fino a 31 chilogrammi) verso gli Usa per i suoi clienti commerciali. Fatta eccezione per il servizio «espresso» (che consente l'invio di pacchi fino a 70 chili), dunque, alla luce dei «nuovi processi richiesti dalle autorità americane per la consegna postale» le uniche spedizioni effettuabili saranno solo quelle di documenti e regali tra privati per un valore massimo di 100 dollari (86 euro). Anche qui, tuttavia, la policy del gruppo sarà più restrittiva: «Queste spedizioni - sottolinea Dhl - saranno soggette a controlli ancora più rigorosi rispetto a prima per impedire l'uso improprio di spedizioni regalo private per l'invio di beni commerciali». La stretta, spiega Dhl ai suoi clienti, si è resa obbligatoria di fronte ad «alcune questioni chiave» rimaste «irrisolte», «in particolare per quanto riguarda come e da chi verranno riscossi i dazi doganali in futuro e quali dati aggiuntivi saranno richiesti».