Un nuovo record nell'offensiva aerea russa sull'Ucraina è stato segnato fra la notte e la mattina di ieri. Ben 614 sono stati gli ordigni volanti, fra droni e missili, sparati dai militari di Mosca su 11 località ucraine. Per l'esattezza 574 droni, in massima parte Shahed di origine iraniana, ma fabbricati su licenza dai russi nel Tatarstan, e 40 missili, tra i quali i balistici Iskander lanciati da terra e gli ipersonici Kinzhal sganciati in volo dai caccia Mig-31. La difesa aerea ucraina ha dichiarato l'abbattimento di 546 droni e 31 missili, ma i danni sono ingenti e il bilancio è di un morto e 14 feriti. Fra le zone bombardate, Kiev, Leopoli e Sumy. A Mukachevo, ai confini con l'Ungheria, un missile russo ha distrutto la filiale di una fabbrica americana di componenti elettronici per uso civile, la Flex che ha sede centrale ad Austin, in Texas.

I bombardamenti russi hanno anche distrutto una stazione di compressione del gas nell'Ucraina Orientale, importante per stoccare il metano per l'inverno. Gli ucraini hanno lanciato sul territorio russo almeno 49 droni che, pur in gran parte intercettati, hanno centrato la raffineria di petrolio di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov, dove è scoppiato un incendio. Colpiti anche una base logistica nella regione di Voronezh, un magazzino di droni e un altro centro logistico nella città di Donetsk, capoluogo dell'omonima regione ucraina occupata dai russi per il 75% e popolata da filorussi.