Roma, 22 ago. (askanews) – I governi dell’Unione europea devono trasformare lo “scetticismo in azione” e devono farlo “ora quando abbiamo ancora il potere di disegnare il nostro futuro”, non “quando le circostanze saranno divenute insostenibili”. Così l’ex premier Mario Draghi, il quale sferza la platea del meeting di Rimini, rinnovando il suo appello ad agire affinché l’Europa possa “cambiare la traiettoria del continente” e possa, rinnovandosi, ritrovare se stessa. L’Unione europea, ha sottolineato, è un “meccanismo per raggiungere gli obiettivi condivisi dai suoi cittadini” ed è “la nostra migliore opportunità per un futuro di pace, sicurezza, indipendenza: è una democrazia e siamo noi, voi, i suoi cittadini, gli europei che decidono le sue priorità”.

D’altronde, osserva l’ex presidente della Bce, “per anni l’Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest’anno sarà ricordato come l’anno, in cui questa illusione è evaporata”.

Di fronte ai recenti avvenimenti, dall’imposizione dei dazi da parte degli Usa alle politiche della Cina che “non considera l’Europa come un partner alla pari e usa il suo controllo nel campo delle terre rare per rendere la nostra dipendenza sempre più vincolante”, “non è sorprendente che lo scetticismo nei confronti dell’Europa abbia raggiunto nuovi picchi. Ma è importante chiedersi quale sia veramente l’oggetto di questo scetticismo”, ha affermato Draghi.