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Alla procura di Civitavecchia è arrivata un'informativa depositata dai carabinieri sugli insulti che il cantante ha rivolto nei confronti del premier Giorgia Meloni durante un concerto

Le scuse non sono bastate. Dopo gli insulti che Adriano Pappalardo ha rivolto nei confronti del premier Giorgia Meloni durante un concerto gratuito tenutosi mercoledì sera a Passoscuro, arriva alla procura di Civitavecchia un'informativa depositata dai carabinieri.

"Ho chiesto tre volte scusa a tutti quanti per aver detto quella brutta frase", ha spiegato il cantante all'Adnkronos a cui ha raccontato: "Ho detto una cosa tipo: qua ci stanno togliendo tutto, anche la possibilità di fare il nostro lavoro, e questo grazie al governo di oggi, che continua a togliere, togliere, togliere". E ancora: "Poi ho detto che speravo che la Meloni mi avesse sentito. Però dopo la seconda canzone ho chiesto scusa più volte. Ho detto, signori, io vi chiedo scusa ufficialmente per quello che ho detto". Pappalardo durante il concerto è stato sommerso di fischi, mentre subito dopo sui social è montata una protesta violentissima da parte di chi era presente alla sua esibizione. Il Comune di Fiumicino, che aveva organizzato l'evento ha preso immediatamente le distanze dal cantante stigmatizzando "le digressioni dai toni troppo coloriti di Adriano Pappalardo".