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Da giorni si parla del furto e della diffusione di un video, poi in larga parte rimosso, che mostra il presentatore della Rai Stefano De Martino mentre fa sesso con la compagna Caroline Tronelli. Il video era stato girato da una telecamera di sorveglianza nella camera da letto di casa di Tronelli. La procura di Roma ha aperto un’indagine contro ignoti per l’accesso illecito alla telecamera, che non è ancora chiaro come sia avvenuto, e per la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. La storia è stata molto ripresa dai giornali perché coinvolge una persona famosa, ma non è un caso isolato.

Negli ultimi anni un numero crescente di persone ha cominciato a installare telecamere accessibili da remoto (e quindi connesse a internet) in casa propria, per motivi di sicurezza o per controllare i figli piccoli mentre sono in un’altra stanza, così come videocitofoni smart e altri dispositivi per la domotica. Spesso, però, chi si mette questi apparecchi in casa dopo l’installazione non ci pensa più: mantiene la password preimpostata, spesso molto generica e facile da indovinare, e non bada agli aggiornamenti che servono a tappare le falle di sicurezza man mano che l’azienda le individua. Inoltre, molti si affidano ad aziende che non memorizzano i filmati su un supporto di memoria in locale, accessibile soltanto alla persona a cui appartiene la telecamera, ma su server dell’azienda stessa, moltiplicando la suscettibilità ad attacchi informatici.