di
Barbara Visentin
Il gruppo britannico pubblica il quarto album «The Clearing»: «Gli organizzatori degli eventi devono avere il coraggio di investire sulle giovani band»
Consacrati come una delle rock band più interessanti degli ultimi anni, i Wolf Alice arrivano al quarto album «The Clearing», in uscita oggi, con le idee chiare, liberi dai pregiudizi che la frontwoman Ellie Rowsell, per molto tempo, ha sentito su di sé in quanto donna, e con tutta l’intenzione di dimostrare che anche i gruppi giovani possono avere un ruolo da protagonisti nella musica, facendosi largo fra le reunion nostalgiche e le popstar soliste.
«A noi sembra un periodo molto esaltante, con band bravissime come i Fontaines DC, i Turnstile o gli Amyl and the Sniffers, però spesso sono gli organizzatori degli eventi a non avere il coraggio di rischiare, preferendo chiamare le vecchie band — osserva il quartetto britannico —. La nostalgia è potente, tutti vogliono andare a vedere chi sanno già di amare, ma spetta all’industria iniziare a dare spazi di rilievo alle nuove band che già stanno avendo consensi importanti».






