Cinque appartamenti di 90 metri quadrati ristrutturati e arredati, con un ascensore che attraversa la rampa di scale dal piano terreno fino al quarto, a tetto: rinasce così una intera palazzina al civico 56 di via Palazzuolo. La proprietà è una sola, la Mmega Homes & Villas. «Pronti all’uso, con doppi servizi e grandi camere in facciata - spiega Edoardo Matucci, 35 anni, Ceo della società specializzata in affitti brevi - ma stavolta non saranno alloggi ad affitto breve, bensì destinati a contratti transitori di almeno 1 anno, oppure 3 più 2, e penso soprattutto agli studenti». Per una richiesta economica che non si preannuncia propriamente popolare. «La valuteremo a lavori ultimati - sottolinea il Ceo che non si sbilancia - dico solo che saranno all’altezza di Firenze, soprattutto l’attico, su due livelli, sarà magnifico». Alte le aspettative dunque, «ma a dispetto del nostro core business - precisa - l’operazione vuole essere un messaggio e un modello per la città». Il portone è serrato con il catenaccio, i lavori sono in corso su tutti i piani contemporaneamente.
«Tutto è nato però scalino per scalino - ricorda Matucci - comprando un piano alla volta; da chi aveva problemi di morosità e non sapeva come riscuotere gli arretrati, c’erano poi appartamenti vuoti da tempo con gli eredi distanti migliaia di chilometri, e inoltre importanti problemi strutturali». Come, ad esempio «un pavimento ribassato di 25 centimetri, con un inquilino preoccupato per il rischio di cedimento del solaio e un proprietario spaventato per il costo dei lavori». Alla fine la palazzina si è svuotata. «Un’operazione immobiliare con risvolti anche sociali - confessa - nata quando ancora si parlava malissimo di via Palazzuolo e non c’erano in vista progetti di riqualificazione». Il riferimento è a Recreos, il piano promosso dalla Fondazione CR Firenze in collaborazione con Palazzo Vecchio per il rilancio del tessuto commerciale a vocazione artigianale. Una riqualificazione «comunque necessaria, perché anche noi abbiamo subito ben due furti, e sono spariti gli attrezzi dal cantiere». Da qui un appello: «Vorrei incontrare i promotori del progetto ed estendere la proprietà ai fondi sottostanti, per affittarli poi ad attività selezionate, e contribuire così a far rinascere una strada che non ha nulla da invidiare all’Oltrarno». Con un punto di forza in più, «una posizione strategica per ogni uso, a patto che ci siano servizi per i residenti a medio e lungo termine, è questa la vera sfida».






