John Lennon quest’anno avrebbe compiuto 85 anni se non fosse stato assassinato da un pazzo sotto casa, a New York, l’8 dicembre 1980, ma continua a far parlare di sé. E non solo per l’imminente uscita di Beatles Anthology 4, album con rarità della celebre band in uscita a ottobre, oppure perla sua innegabile esistenza da artista a 360 gradi.

L’occasione è stata la pubblicazione di un cofanetto, l’ennesimo, dal titolo Power to the people che racchiude 123 tracce incise da Lennon solista agli inizi degli Settanta suddivise in 22 dischi. Il box ha il chiaro intento di esplorare e celebrare l’attivismo politico di Lennon e della sua turbolenta moglie Yoko Ono (oggi 92enne), insieme ai loro tributi alla pace e alle proteste non violente di quegli anni. In altre parole le canzoni composte dall’ex Beatle che aveva appena lasciato il gruppo nel 1970 e si era dato con passione socio-politica a un’intensa carriera da artista impegnato.

Ebbene, questa operazione curata da Sean Lennon, ovvero il figlio che John ebbe da Yoko, ha scatenato una ridda di polemiche tra i fan per una ragione che riteniamo risibile: non è stato inserito nel box un brano che fotografa alla perfezione l’impegno lennoniano dell’epoca, ovvero Woman is the nigger of the world, originariamente pubblicato come primo singolo dell’album di Lennon e Ono e della loro Plastic Ono Band Some time in New York City, pubblicato nel 1972.