A suo carico furti tra il 2017 e il 2019. Il figlio guidava l'auto del Gratosoglio
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Gli agenti della Polizia Locale di Milano l'avevano rintracciata esattamente una settimana fa. Nel tentativo di far fuggire i suoi due figli maschi di 13 e 12 anni dall'insediamento dove vivevano a Milano, in via Selvanesco, questa madre rom di origine bosniaca nella notte tra mercoledì e giovedì scorso aveva infatti raggiunto con loro un altro accampamento a Beinasco, in provincia di Torino, prima tappa verso il confine francese; i vigili l'avevano trovata mentre stava dormendo con i bambini per terra, sul terreno agricolo, li avevano riportati tutti sotto la Madonnina. Paola Sulejmanovic, nata a Firenze 33 anni fa, è infatti la madre dei due giovanissimi fratelli che, a bordo di una vettura rubata guidata proprio dal 13enne e insieme ad altri due amici del campo rom - un altro 12enne e a una cuginetta di appena 11 anni - la mattina di lunedì 11 agosto hanno investito e ucciso la pensionata 71enne Cecilia De Astis in via Michele Saponaro, al Gratosoglio, alla periferia sud della città. Responsabili di omicidio stradale e di omissione di soccorso questi ragazzini rom non sono però imputabili per la loro giovanissima età.Grazie a un provvedimento d'urgenza poi convalidato dal Tribunale dei Minori che ha imposto alle famiglie rom e ai loro figli anche il divieto di espatrio, i vigili, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, nei giorni scorsi sono riusciti ad affidare tre dei bambini che erano a bordo dell'auto rubata al momento dell'investimento (il 13enne e il fratello di 12 anni, ma anche la bambina 11enne) a tre diverse comunità protette lombarde. Al momento però gli investigatori della Locale sono ancora alla ricerca del quarto minore rom, un altro 12enne che, al contrario dei suoi amici, è riuscito ad allontanarsi dall'insediamento milanese ed è sparito insieme alla madre.Mentre lo rintracciano le attenzioni dei vigili si sono focalizzate sull'insediamento rom di via Selvanesco e su chi lo abita e tra loro c'è anche appunto Paola Sulejmanovic. Controllata ieri mattina nei giardini di viale Cermenate, sempre nella zona sud ai margini di Milano, le sono stati trovati addosso più di 130 grammi di oro e 1.500 euro in contanti. Soldi e gioielli verosimilmente rubati, bottino di furti in appartamento appena messi a segno. I medesimi reati che la donna ha commesso anche fuori Milano tra il 2017 e il 2019 e che le sono valsi un cumulo di pena, ovvero una condanna a tre anni e dieci mesi di carcere. Dopo essere stata denunciata con l'accusa di ricettazione per i monili che aveva con sé, la donna è stata così portata dai "ghisa" in carcere a San Vittore.












