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Da settimane in Costa d’Avorio i principali partiti di opposizione stanno organizzando grosse proteste per chiedere che ai propri candidati sia permesso di partecipare alle elezioni presidenziali del prossimo 25 ottobre. Anche per via della loro esclusione il candidato di gran lunga favorito è l’attuale presidente, Alassane Ouattara, che ha 83 anni e governa dal 2011.

Uno dei più importanti politici dell’opposizione che non si sono potuti candidare è Tidjane Thiam, del Partito Democratico della Costa d’Avorio (conservatore) ed ex amministratore delegato della banca Credit Suisse. È stato escluso in modo molto dibattuto: un tribunale ivoriano ha stabilito che quando si è registrato come candidato non aveva la cittadinanza ivoriana; Thiam ha negato e ha definito la decisione ingiusta e politicamente motivata.

Anche l’ex presidente Laurent Gbagbo, del Fronte Popolare Ivoriano (di ispirazione socialista), è stato escluso per via di una vecchia condanna a vent’anni di carcere per furto ai danni della Banca Centrale degli Stati dell’Africa Occidentale.

Gbagbo è un personaggio noto e controverso in Costa d’Avorio. Nel 2010 perse le elezioni proprio contro Ouattara, ma si rifiutò di lasciare il potere: la decisione generò una guerra civile che durò alcuni mesi, tra il 2010 e il 2011, nella quale morirono almeno 3mila persone e ci fu circa un milione di sfollati. Fu poi condannato per furto nel 2019 (per fatti risalenti al periodo successivo alle elezioni) e venne escluso dalle liste elettorali. È stato anche processato, e assolto, dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità per fatti avvenuti durante la guerra civile.