Anna Maria Cisint è stata minacciata all'esterno del Municipio di Gorizia: l'uomo aveva precedenti per danneggiamenti e disturbo della quiete pubblica

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Il pakistano che ha minacciato l'onorevole Anna Maria Cisint è stato espulso dal Paese con effetto immediato. L'operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Gorizia in collaborazione con la Polizia di Frontiera dell'aeroporto Marco Polo di Venezia, in quanto l'uomo è stato raggiunto dal provvedimento poco prima che si imbarcasse su un volo con destinazione Doha.I fatti si sono registrati nei giorni scorsi, quando l'onorevole Anna Maria Cisint, ex sindaco di Monfalcone, si trovava nei pressi del Municipio. L'uomo, vedendola, le ha diretto esplicite minacce di morte: "Ti taglio la gola". Le minacce sono state seguite dal gesto esplicito con la mano rivolto nei confronti dell'onorevole e sono stati i cittadini presenti a fermarlo, non prima di aver chiamato le forze dell'ordine, accorse sul posto. Il motivo di tanto odio nei confronti di Cisint è da ricercare nella sua lotta senza quartiere contro l'estremismo islamico, contro la diffusione della Sharia nella città di Monfalcone e contro l'irregolarità delle comunità straniere, incluse le moschee abusive che Cisint ha fatto chiudere durante il suo periodo da sindaco."La mia colpa? Aver chiuso tre moschee irregolari e aver imposto il divieto d'ingresso nei locali comunali a chi si presenta con il volto integralmente coperto. Quella che per me è una battaglia di legalità e di giustizia per il futuro del nostro Popolo: una lotta contro la radicalizzazione, contro la sottomissione della nostra civiltà e contro il tentativo di cancellare le nostre libertà da parte di chi vorrebbe sostituirci e trasformare l'Italia in una succursale di un regime teocratico, imponendo la Sharia", ha dichiarato Cisint subito dopo i fatti, denunciando quanto accaduto.