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La verità scientifica non è una mediazione tra like e follower, non lo è nella medicina, nella fisica, nella geografia e in molto altro
Ha fatto bene. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sciolto una commissione sui vaccini in cui erano entrati anche due nemici dei vaccini: ma l'errore era stato in virtù del paradosso di un pluralismo malato, buono a scambiare la scienza per un talk show.
Anche basta con le balle elevate a dignità mediatica, perché non è vero che un'opinione vale quanto un'altra: la verità scientifica non è una mediazione tra like e follower, non lo è nella medicina, nella fisica, nella geografia e in molto altro. Sarebbe come nominare una commissione per stabilire le misure della Terra e infilarci due terrapiattisti: la Terra diventerebbe ovale, sferica o piatta secondo l'opinione dell'elettorato. Schillaci ha fatto l'unica cosa possibile: ha buttato giù la baracca perché la scienza non è pluralista, funziona per verifiche, prove, metodo sperimentale e dati. Non è un'assemblea di condominio. Non è il solito casino. La medicina non discute se i vaccini funzionano: misura quanto, come e su chi funzionano. Poi su internet raccontino quello che vogliono.






