Ademola Lookman torna a Bergamo, dopo quindici giorni di assenza ingiustificata, e l'Atalanta lo multa. Vince la linea della fermezza del club, che farà anche allenare da solo il nigeriano fino al 2 settembre. Niente Pisa né Parma, dunque, per il giocatore ribelle che voleva andare all'Inter ed ora si trova ad allenarsi da solo a Zingonia, ai margini della squadra, anche per cercare di recuperare la forma migliore. Prima dello strappo tra le parti, a impedirgli di lavorare in gruppo era stato infatti uno stiramento al polpaccio sinistro. Con l'esterno Nicola Zalewski a fare il percorso inverso, il passaggio all'Inter del Pallone d'Oro d'Africa è paradossalmente, e definitivamente, tramontato.

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Resta la promessa di cessione, ma solo in un top club estero, ipotesi tramontata la scorsa estate, quando il Paris Saint-Germain s'era fatto avanti offrendo però solo 20 milioni. I 45 milioni offerti da Beppe Marotta non sono bastati per far vacillare i Percassi, fermi nella volontà di non vedere il loro gioiello con la maglia di un'altra squadra italiana, ma non hanno compromesso l'ottimo rapporto con l'Inter, confermato dall'operazione Zalewski. «L'anno scorso a fronte di un'offerta da 20 milioni del Psg, il giocatore ci aveva chiesto di essere ceduto. L'Atalanta, essendo una società credibile, si era ripromessa di poter cedere il giocatore in questa sessione di mercato basandosi su due presupposti che lui stesso ci aveva chiesto: raggiungere in primis un super top club europeo e che in Italia non si sarebbe mai visto con una maglia diversa dall'Atalanta, sia per quello che ha fatto lui e sia per quello che ha ricevuto da parte della società - era stata la dura presa di posizione dell'amministratore delegato della Dea, Luca Percassi - La società è sempre attenta a valutare tempi e valori d'uscita dei propri giocatori. Ma è sempre la società Atalanta a decidere».