I più giovani probabilmente neanche lo sanno, ma c’è stato un tempo, all’inizio degli anni 60 del secolo scorso, in cui un ingegnere austriaco trapiantato in Italia, Carlo Abarth (un autentico genio della meccanica) trasformò la Fiat 600, piccola utilitaria (così si chiamavano all’epoca le citycar) destinata a sostenere la motorizzazione di massa, in un piccolo mostro tutto grinta e sportività. Denominata Fiat Abarth 850, era il frutto di una genialata fondata su poche mosse dedicate all’estetica, all’assetto, allo scarico (con la mitica marmitta Abarth a doppia canna), alla testa e alla carburazione. Ne venne fuori un gioiellino di forte personalità, che in breve venne poi trasformato da vari preparatori in vera e propria auto da competizione, destinata a dominare in pista e nelle cronoscalate su strada, fino ad evolversi nella versione 1000 Radiale, la più evoluta e più potente, che ancora oggi si fa ammirare negli eventi dedicati alle auto d’epoca. E’ partendo da questa storia che in casa Stellantis è stato deciso, con un gesto di coraggio, di realizzare una versione Abarth anche della 600e, ovvero il B-SUV elettrico dei giorni nostri: un’auto lontana anni luce dalla progenitrice, ma interessantissima per i contenuti e le prestazioni.
600e Scorpionissima, il piacere di guida elettrico firmato Abarth. Con 281 cv tocca i 200 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 5,9”
I più giovani probabilmente neanche lo sanno, ma c’è stato un tempo, all’inizio degli anni 60 del secolo scorso, in cui un ingegnere austriaco trapiantato in Italia,...






