Il Regno Unito ha ritirato la sua contestata richiesta di accesso ai dati crittografati degli utenti Apple per motivi di sicurezza: lo ha dichiarato al Financial Times la Direttrice dell'Intelligence Nazionale statunitense, Tulsi Gabbard.
"Il Regno Unito ha accettato di rinunciare al mandato che richiedeva ad Apple di fornire una backdoor, che avrebbe consentito l'accesso ai dati crittografati protetti dei cittadini statunitensi e avrebbe minato le nostre libertà civili", ha affermato.
Citando fonti vicine alla vicenda, il Washington Post ha rivelato all'inizio di quest'anno che Londra aveva chiesto ad Apple di creare un accesso segreto ai dati per "recuperare tutti i contenuti che gli utenti Apple in tutto il mondo hanno caricato sul cloud".
La richiesta, secondo il quotidiano, è stata avanzata ai sensi di una legge del 2016 che conferisce ampi poteri di sorveglianza alla polizia e ai servizi segreti di Sua Maestà. Secondo una fonte statunitense citata dal Financial Times, il vicepresidente statunitense J.D. Vance, recentemente in vacanza nel Regno Unito, "ha negoziato un accordo reciprocamente vantaggioso in base al quale il governo britannico ritirerà" la sua richiesta.
Apple ha annunciato a febbraio l'abbandono del suo servizio di crittografia cloud per gli utenti del Regno Unito, senza mai menzionare il governo britannico. "Non abbiamo mai implementato una 'backdoor' per nessuno dei nostri prodotti o servizi, e non lo faremo mai", ha sottolineato il colosso californiano.










