Agli alleati europei che durante il meeting alla Casa Bianca con il leader ucraino Zelensky chiedevano una tregua, prima di un dialogo con il presidente russo Putin, Donald Trump ha risposto sicuro: la tregua non è necessaria perché “ho concluso sei guerre senza la necessità di un cessate il fuoco”. Questa frase l’aveva pronunciata già il 28 luglio a Turnberry, in Scozia. Ora, la speranza è che tra Ucraina e Russia si giunga alla conclusione del conflitto dopo tre anni e mezzo di sangue e distruzione, senza la necessità di umiliazioni. Tuttavia, la dichiarazione del capo della Casa Bianca merita di essere approfondita perché, come spesso accade con The Donald, la realtà e le dichiarazioni a favore di social e telecamere trovano delle discordanze.

La crisi India-Pakistan

I due Paesi dotati di armi nucleari si sono sparati a vicenda per diversi giorni nella contesa territoriale del Kashmir, una rivendicazione che i due Stati portano avanti dal 1947 (l’India controlla la parte centrale e meridionale, il Pakistan la parte nord-occidentale). Il 10 maggio è stato dichiarato il cessate il fuoco. La Casa Bianca si è attribuita un ruolo. Il primo ministro pakistano Sharif ha ringraziato Trump “per il suo ruolo attivo”, ma il responsabile degli Esteri indiano, Jaishankar, ha dichiarato che nessun leader straniero ha chiesto a Nuova Delhi di interrompere il conflitto.