Senza se e senza ma. «La mia è stata una provocazione necessaria perché la sinistra, e in particolare il Partito democratico, deve guardarsi dentro e riflettere sulla deriva anti -Israele che in troppi militanti sta diventando puro antisemitismo». Walker Meghnagi, il presidente della comunità ebraica di Milano, ai problemi, non ci gira attorno. È uno pratico, che racconta le cose come stanno: l’ha fatto, per esempio, il dì di Ferragosto, nel corso di un’intervista al quotidiano La Stampa che da cinque giorni sta mandando in tilt il centrosinistra. «Per fortuna che c’è Meloni e la destra che ci difende. Se al governo ci fossero Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni a noi ebrei sparerebbero per strada»: apriticielo, è scoppiato un putiferio che la metà basta. Si sono arrabbiati tutti, s’è imbufalito l’europarlamentare del Pd Stefano Bonaccini (che ha bollato quelle come «parole vergognose, le respingo indignato»), se l’è presa il deputato dem Emanuele Fiano («Sarò un uomo di sinistra sofferente per gli sbagli della mia parte, ma a me, a baciare il piede dei postfascisti, non mi troverete mai»), è saltata sulla sedia anche la consigliera milanese piddina Diana De Marchi («Da cittadina italiana ebrea», scrive sui social, «ritengo che quelle dichiarazioni siano gravissime non scordando alcune situazioni di attacchi fuoriluogo e ingiusti che ho anche vissuto personalmente»).
Meghnagi dà una lezione alla sinistra | Libero Quotidiano.it
Senza se e senza ma. «La mia è stata una provocazione necessaria perché la sinistra, e in particolare il Partito democratico, deve g...








