Sono i primi a stringere la mano o dare un abbraccio al nuovo campione olimpico. O a dare una pacca sulla spalla all’avversario. Stanno con gli atleti nella «camera di chiamata», ovvero la stanza pre gara, dove ci si reca finito il riscaldamento e si attende, appunto, il segnale per entrare per entrare sul campo, in pedana, sulle piste. Un luogo carico di tensione, che la loro presenza serve a stemperare. Sono i volontari alle Olimpiadi e Paralimpiadi: anima e forza indispensabile per la riuscita dei Giochi. Per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che cominciano fra poco meno di sei mesi (il 6 febbraio 2026), se ne cercavano 18 mila. La risposta è stata formidabile: ad oggi si sono fatti avanti in 120 mila, provenienti da 165 nazioni, quasi il doppio di quelle che partecipano coi loro atleti ai Giochi, ovvero una novantina.
Volontari alle Olimpiadi Milano-Cortina: 120 mila candidati per 18 mila posti. E in lista ci sono anche 80enni
Candidature ancora aperte, ogni settimana mille lettere con l'offerta dei ruoli. La «chiamata alle armi» senza retribuzione ma con vitto, formazione uniforme e gadget. «C’è chi è impegnato al villaggio olimpico, chi è affidato ai vari comitati olimpici nazionali, chi sta ai punti di ingesso e gestisce i tifosi...»






