Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Escluso il passo indietro del ministro, la nota di Chigi per difendere il pluralismo

L'onda d'urto dello scontro interno al governo e alla maggioranza si stempera. Il giorno dopo la decisione di Orazio Schillaci di azzerare la Commissione tecnico-consultiva sui vaccini a causa delle polemiche per la presenza di due medici considerati vicini a posizioni no vax e l'irritazione espressa in maniera piuttosto esplicita da Palazzo Chigi - "la scelta non è stata concordata, crediamo nel pluralismo e nel confronto" - nel centrodestra non si registrano nuove scosse polemiche. Fonti vicine al ministro allontanano le voci di possibili dimissioni - "non se ne parla" - e anche in ambienti governativi viene escluso che possano esserci strascichi o possa essere richiesto un passo indietro al titolare della Salute.

L'intenzione del ministero, spiegano, era soltanto quella di sopire le polemiche ed evitare che il caso si trascinasse per settimane. Ora la volontà è quella di ascoltare gli stakeholder, gli ordini professionali, il mondo delle università e individuare criteri che non facciano scattare altre polemiche per arrivare a ridefinire la composizione di un organismo che ha soltanto un compito consultivo. Secondo alcune interpretazioni la stessa nota della premier è stata dettata dalla necessità di dare voce alle varie anime presenti in maggioranza e rispettare le diverse sensibilità, ma il messaggio di Palazzo Chigi non voleva rappresentare una sfiducia nei confronti di Schillaci. Tanto più che la presidente del Consiglio non è certo incline alla sostituzione dei membri del suo esecutivo e da sempre lavora sulla tenuta nel tempo della squadra scelta nell'ottobre del 2022.