L’appartamento era colmo di giornali, sacchetti di plastica e materiali accumulati: la casa trasformata in una trappola di fuoco da duce “accumulatori seriali”.

Nella notte tra sabato e domenica le fiamme divampate in un appartamento al secondo piano di una palazzina di viale Cadore 53, a Rivalta, hanno spezzato la vita di Eleonora Magnarello, 29 anni. La giovane, sorpresa dal rogo mentre dormiva, non è riuscita a mettersi in salvo. Il padre, 67 anni, che si trovava in cucina al momento dello scoppio dell’incendio, è riuscito a uscire e ora è ricoverato all’ospedale di Rivoli.

La ricostruzione dei vigili del fuoco

Secondo la prima ricostruzione dei vigili del fuoco, le fiamme sarebbero partite proprio dalla cucina, propagandosi con estrema rapidità al resto dell’abitazione. A rendere l’incendio ancora più devastante è stata la grande quantità di materiale infiammabile presente nell’alloggio: sacchetti di plastica pieni di giornali, bottiglie, vecchi mobili e altri oggetti accumulati nel tempo, non solo nelle stanze ma anche sul balcone. Carta e plastica hanno agito da combustibile, trasformando la casa in una trappola.

A dare l’allarme è stato un vigilante che abita poco distante e stava uscendo per andare al lavoro. È stato lui il primo a intervenire: ha aiutato l’uomo a mettersi in salvo, ma non è riuscito a raggiungere la figlia, rimasta intrappolata tra il fumo e le fiamme. Eleonora è stata estratta dai vigili del fuoco e trasportata d’urgenza in elicottero al Cto di Torino. È arrivata in arresto cardiaco e, nonostante i disperati tentativi di rianimazione, è morta poco dopo.