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17 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:55

Il fenomeno dei monsoni in Pakistan è un evento ricorrente e la stagione che va da giugno ad agosto prevede piogge torrenziali. Ma quest’anno rispetto agli altri l’intensità ha già provocato centinaia di morti e ingenti danni. A cui si devono aggiungere gli oltre 350 morti e almeno le 150 persone risultano disperse nella zona nordoccidentale dopo le inondazioni degli ultimi giorni. “A Buner, almeno 150 persone risultano ancora disperse. Potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie delle loro case o travolte dalle acque alluvionali”, ha dichiarato alla France Press Asfandyar Khattak, capo dell’Autorità provinciale per la gestione dei disastri del Khyber Pakhtunkhwa, aggiungendo che decine di altre persone risultano disperse anche nel distretto di Shangla. Dall’inizio della stagione monsonica le vittime ufficiali sono oltre 600. “Sono vicino alle popolazioni del Pakistan, dell’India e del Nepal colpite da violente alluvioni. Prego per le vittime e i loro familiari e per quanti soffrono a causa di questa calamità” ha detto il Papa all’Angelus.

I soccorsi – Circa 2000 soccorritori sono impegnati nel recupero dei corpi e nelle operazioni di soccorso per la ricerca dei dispersi, mentre la pioggia – prevista almeno fino al 21 agosto – continua a ostacolare gli interventi. “Le forti piogge, le frane in diverse aree e le strade allagate stanno causando notevoli difficoltà nella distribuzione degli aiuti, in particolare nel trasporto di macchinari pesanti e ambulanze”, ha dichiarato Bilal Ahmed Faizi, portavoce dell’agenzia di soccorso di Khyber Pakhtunkhwa. Il governo provinciale ha dichiarato i distretti montuosi di Buner, Bajaur, Swat, Shangla, Mansehra e Battagram come aree gravemente colpite dal disastro. A Buner, un sopravvissuto ha raccontato all’agenzia di stampa francese che le inondazioni sono arrivate come “l’apocalisse”.