Giuseppe Marotta, già presidente dell’Inter, ne diventa anche azionista con una quota vicina al 2%. È una mossa che può voler dire tante cose. Di sicuro spiega il motivo del recente viaggio negli Stati Uniti del presidente nerazzurro. È un’abitudine per i grandi fondi di private equity americani condividere con i top manager le azioni delle aziende che loro stessi dirigono. Ed è prassi che i manager investano nelle aziende daloro dirette, magari convertendo bonus in azioni. Significa condividere la creazione di valore, ovvero ciò che interessa ai fondi, e incentivare l’operato dei dirigenti.
Questa notizia prima di tutto spinge a pensare che il presidente nerazzurro continui a essere tale anche dopo il 2027, quando scadrebbe il contratto firmato da dirigente. Marotta ai tempi disse che alla scadenza avrebbe riflettuto sul futuro ma aveva già modificato la versione una volta ricevuta la nuova carica di presidente e vedendo la crescita aziendale dell’Inter. Possibile che questo investimento sia il preludio di una permanenza prolungata.
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