Vice ministro per l’economia Maurizio Leo, a due anni dall'avvio della riforma fiscale sono stati pubblicati sedici decreti legislativi. Il Parlamento ha deciso di prorogare la scadenza della delega fino al 29 agosto del prossimo anno. Come userete questo tempo extra?

«La proroga della delega ci consente di completare in modo ancor più strutturato il percorso cominciato due anni fa. Ad oggi possiamo dire di aver superato abbondantemente metà strada: sedici decreti legislativi già pubblicati in Gazzetta, tre esaminati in prima lettura, e sei testi unici, dei quali cinque approvati in via definitiva e uno in via preliminare. Non ci siamo limitati a scrivere la prima riforma organica del sistema tributario dopo oltre cinquant’anni: lo abbiamo fatto rispettando gli equilibri di bilancio e senza ricorrere a misure scriteriate pur di conquistare facile consenso. Ovviamente, utilizzeremo il tempo in più per completare alcuni tasselli fondamentali della riforma: penso, ad esempio, alla giurisdizione della nuova magistratura tributaria e, trovando le necessarie coperture, alla riforma dell’Irap e della rete del gioco fisico».

Lei ha sempre espresso il principio che ai contribuenti va tesa la mano prima, nel momento del pagamento delle tasse, per poi essere inflessibili con chi evade. I risultati di questa “filosofia” si stanno riscontrando nelle entrate tributarie?