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Mercato complicato. Però un "acquisto" è andato a buon fine: Marotta ha comprato il 2% del club

Non sarà ai livelli di quella del 2021, ma l'Inter sta vivendo un'altra estate con tanti punti di domanda. Se quattro anni fa si trovava a ripartire (quasi) da zero dopo l'addio di Conte, il dramma Eriksen e la fuga di Lukaku, oggi la situazione, pur non paragonabile, ci fa vedere il club in un'apparente difficoltà strategica. La manita del Psg ha spazzato tutto e tutti, dando inizio a un domino che ci ha portato all'attuale scenario: Chivu in panchina, nessuna rivoluzione nei titolari, trattative sfumate e i tifosi che iniziano a perdere la pazienza. Perché l'ambiente è ancora ben intriso di delusione e c'è bisogno di certezze, ma al momento nessuno, tra dirigenti, allenatore e giocatori sono in grado di darle. Tanto meno le amichevoli, anche nobili, come quella di ieri sera con l'Olympiakos.

A pensarci sembra tutto un po' paradossale, perché parliamo della terza squadra del ranking UEFA. Ma di classifiche e dei tanti celebrati percorsi, il tifoso se ne fa poco: vuole i fatti e pretende che la società dimostri di sapere quello che sta facendo, impressione che però ultimamente l'Inter non è riuscita a dare: troppe volte è parsa spiazzata e in balìa degli eventi. In primis l'addio di Inzaghi, nell'aria già da settimane. Eppure il club non aveva un piano B e, con il Mondiale per Club alle porte, ha cercato una soluzione in fretta e furia: prima l'all-in su Fabregas, poi, tra tanti nomi, dal cilindro ecco quello di Chivu, bravo sì, ma inesperto.