Dalla “A” di assicurazione infortunistica Inail che da settembre diventa strutturale per circa 10 milioni tra studenti e docenti alla “I” di istruzione tecnica, con il decollo del modello 4+2, con circa 10mila ragazzi che, con il suono della prima campanella, inizieranno percorsi quadriennali, come gran parte dei loro coetanei in giro per il mondo. Con il 2025/26 va poi a regime la stretta su voto in condotta e divieto di cellulare (esteso anche alle superiori); alla primaria tornano i giudizi sintetici, da ottimo a non sufficiente, si rafforzano le comunicazioni digitali tra scuole e famiglie con ComUnica. Certo, non mancano i soliti nodi che si trascinano dal passato, come i concorsi stretti tra ritardi e contenziosi, procedure assunzionali farraginose, Pnrr ancora da concludere, e denatalità: quest’anno segneremo un altro record negativo, 134mila studenti in meno tra i banchi. Tra novità e conferme ecco in 20 voci come cambia la scuola da settembre per studenti, famiglie e docenti.

Denatalità

A settembre persi altri 134mila studenti

Il nuovo anno scolastico si aprirà con oltre 134mila studenti in meno tra i banchi. Per rendere l’idea è come se a settembre sparisse un’intera città come Ferrara. Oppure Salerno, o Latina. Il problema nasce dalle culle vuote: negli ultimi cinque anni le nascite sono passate dalle 420.084 censite nel 2019 alle circa 380mila del 2023 (nel 2024 si scende ancora a circa 370mila). Il frutto amaro della denatalità si vede soprattutto nel primo ciclo, vale a dire dall’infanzia alle scuole medie. Arriva anche il primo effetto sugli organici: quest’anno, per la prima volta, come previsto dall’ultima legge di bilancio, le cattedre si sono ridotte di 5.660 unità (se consideriamo i 1.886 docenti in più sul sostegno, il calo è di circa 3.800 cattedre).