«Non si è nati in un luogo solo perché la cicogna ha deciso di lasciarti lì: anche se si legge ovunque che sono nata a Torino (dall’Enciclopedia Treccani in poi, ndr), io mi sento ligure nell’animo, con origini divise tra Liguria e Piemonte». Milena Canonero, con una precisazione a margine del Festival del cinema di Locarno che l’ha premiata con il Vision Award Ticinomoda, afferma orgogliosamente di aver potuto studiare a Londra.

E dice di essere apprezzata nel suo lavoro anche per «il suo sangue italiano», ma chiede espressamente di andare oltre alla mera «classificazione geografica» delle proprie radici. Al di là della (inconsueta quanto doverosa) rivendicazione anagrafica che fa svegliare i torinesi con una cittadina illustre in meno (compresi i suoi quattro Oscar su nove nomination al Miglior costume), incontrare Milena Canonero in un festival intimo e colto come quello diretto da Giona Nazzaro è come fare un tuffo nella grande storia del cinema.