È stato rinchiuso all’Alligator Alcatraz, il nuovo centro di detenzione per migranti irregolari inaugurato a inizio luglio in Florida, per dieci giorni. Dopo un rientro fallito lo scorso 5 agosto, Samuel Gheorghe, 30 anni, cresciuto a Sant’Angelo Lodigiano e di origine romene, è atterrato a Fiumicino questa mattina, alle 11.40, con un volo American Airlines. Ha preso un'uscita laterale, rifiutando di incontrare i giornalisti.

La sua vicenda ha inizio a luglio a Miramar, in Florida. Da due anni Samuel Gheorghe si è trasferito a Miami per realizzare il suo sogno americano, si occupa di auto e orologi. Il 12 luglio viene arrestato perché sprovvisto di documenti per risiedere legalmente negli Stati Uniti. Un problema che fa scattare nei suoi confronti una misura alternativa alla detenzione, con l’obbligo di indossare una cavigliera elettronica Gps per il monitoraggio degli spostamenti.

Stati Uniti, trasferiti a Miami i due italiani detenuti ad Alligator Alcatraz

a cura della redazione Esteri

Gheorghe si sarebbe dovuto presentare alla stazione di polizia, a Fort Lauderdale per completare le procedure di espulsione. Ma il trentenne avrebbe fatto perdere le proprie tracce. La mancata comparizione ha dato il via alla revoca della misura alternativa e il conseguente arresto. Da lì il trasferimento, avvenuto il 27 luglio, nel famigerato Alligator Alcatraz voluto da Trump e che può ospitare fino a 3mila persone. Lì ci sono finiti anche altri due italiani: l'italo-argentino Fernando Eduardo Artese e il siciliano Gaetano Cateno Mirabella Costa. Poi spostati in un la struttura meno afflittiva, come Gheorghe che è stato trasferito nell'istituto penitenziario di Krome.