La camera da letto è completamente bruciata. Il resto delle camere è annerito dai fumi e, all'esterno della casa, è ancora teso il nastro bianco e rosso posato dai vigili del fuoco. È trascorso più di un giorno dall'incendio divampato nella villetta di Brembate in cui ha perso la vita Severino Locatelli, di 72 anni, ma in via Marconi si percepisce ancora un leggero odore di bruciato. I vigili del fuoco, intervenuti insieme ai carabinieri e al personale medico del 118, hanno trovato Locatelli in bagno, esanime a causa dell'inalazione dei fumi. «La nostra paura è che fosse in camera a letto - racconta la sorella Piera, che vive nella palazzina a fianco -. Invece era in bagno, probabilmente si è accorto del fumo ma non è riuscito a scappare. Lo ha respirato ed è crollato a terra». Ad accorgersi appena in tempo per mettersi in salvo, invece, è stata sua moglie, Domizia Mattavelli, che nella notte fra giovedì e ferragosto si era addormentata sul divano del salotto. Svegliatasi in un mare di fumo, è comunque riuscita a uscire di casa e a chiedere aiuto ai cognati, scesi immediatamente in strada notate le fiamme che uscivano dalle finestre sul retro della casa. La donna, trasportata precauzionalmente in ospedale per accertamenti, pur avendo respirato un po' di fumo sta bene ed è fuori pericolo.
Severino Locatelli, 72 anni, muore in casa a Brembate imprigionato dalle fiamme. «Non è riuscito a scappare»
L'incendio è divampato nella notte fra giovedì e ferragosto, a causa di un cortocircuito. In salvo la moglie, si era addormentata in salotto







