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16 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:21
“Trump non ha perso. Ma Putin ha chiaramente vinto”. La frase dell’ex ambasciatore Usa all’Onu, John Bolton, davanti alle telecamere di Cnn, riassume piuttosto bene l’esito dell’incontro di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin. Trump non sembra esser stato “usato” più di tanto da Putin, come molti osservatori negli Stati Uniti temevano, e in Alaska ha anzi trovato il modo per tornare su una serie di questioni che gli sono particolarmente care. Ma è sicuramente Putin il leader che esce vittorioso dal vertice. Una cosa in queste ore negli Stati Uniti appare comunque chiara. L’incontro non ha cambiato più di tanto, almeno nell’immediato, le sorti della guerra in Ucraina.
Al di là delle battute ottimiste della vigilia – “punto a una pace immediata”, aveva detto Trump; “ci sono le condizioni per una pace a lungo termine tra i nostri paesi, in Europa e nel mondo intero”, gli aveva fatto eco Putin – era prevedibile che il vertice di Anchorage non avrebbe portato a risultati concreti. L’incontro era stato organizzato in tutta fretta, su richiesta russa, senza che ci fosse una scaletta degli argomenti da affrontare, senza che tra le due diplomazie ci fosse stato un lavoro preparatorio. C’era un altro dato che suggeriva di non eccedere negli entusiasmi: nelle ore in cui Putin arrivava in Alaska, le sue forze continuavano a martellare militarmente l’Ucraina. Quanto successo ha confermato le attese. Quando gli aerei di Trump e Putin hanno decollato da Anchorage, prendendo direzioni opposte, niente sembra essere davvero cambiato in tema di conflitto tra Mosca e Kiev.












