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La Seconda guerra mondiale, di fatto, terminò il 15 agosto del 1945, e cioè qualche settimana prima della sua conclusione formale (il 2 settembre). A mezzogiorno di quel giorno, infatti, in Giappone venne diffuso alla radio il discorso di circa quattro minuti in cui l’imperatore Hirohito annunciava la resa incondizionata del suo paese agli Alleati.

In Europa la guerra era finita a maggio, con la resa della Germania nazista. L’Impero giapponese era militarmente sconfitto da tempo ma fino ad allora si era rifiutato di arrendersi: cambiò idea dopo una lunga campagna di embargo economico e devastanti bombardamenti statunitensi, che culminò con lo sgancio di due bombe atomiche nel giro di tre giorni, su Hiroshima e Nagasaki, rispettivamente il 6 e il 9 agosto di ottant’anni fa. Nel frattempo l’Unione Sovietica aveva invaso le colonie giapponesi, fermandosi all’altezza di quello che oggi è il confine tra Corea del Sud e del Nord.

Il 15 agosto del 1945 fu la prima volta che l’imperatore, considerato una figura semidivina, si rivolgeva direttamente alla popolazione. Hirohito, tra l’altro, parlò nel giapponese classico e desueto dei proclami imperiali, col risultato che sul momento la maggior parte dei giapponesi non capì esattamente cosa stava annunciando, e fu necessario chiarirlo.