Meno furti e rapine, ma più omicidi, stalking ed episodi di violenza domestica. I dati sulla criminalità diffusi come di consueto dal Viminale a Ferragosto, raccontano che, al di là dei proclami del decreto sicurezza, l’Italia non è poi così tanto sicura, soprattutto per le donne. Nei primi mesi del 2025 il numero assoluto di femminicidi è sostanzialmente stabile: sono stati 60, -1,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma sono aumentati del 15% quelli commessi da partner o ex. Così come sono cresciuti, molto, gli episodi di stalking (+86,6%) e di violenza domestica (+63,6%). Confortante la diminuzione delle violenze sessuali, in calo 17,3%.

La scelta di Prato – “Abbiamo scelto Prato” per riunire il Comitato “per un motivo non banale, è la terza città dell’Italia centrale per dimensioni, c’è un distretto manifatturiero industriale fra i più importanti d’Europa. C’è qualche problema di esigenza di contrasto alla criminalità organizzata, abbiamo avuto un proficuo confronto anche con la magistratura anche sull’analisi dello stato dell’arte, daremo qualche segnale nei prossimi mesi di consolidamento e rafforzamento delle strutture operative”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La città toscana, infatti, è finita spezzo agli onori della cronaca per i fatti di sangue compiuti tra i clan cinesi: fatti sui quali indaga la procura guidata da Luca Tescaroli.