Tra i prati del Colorado decine di conigli appaiono con delle escrescenze nere sulla testa e sul collo, simili a corna o a dei tentacoli. Un fenomeno tanto bizzarro quanto visivamente potente. Le foto non lasciano dubbi: sono animali reali, non creazioni digitali. Alcuni mostrano protuberanze minute e sottili, appena notabili, altri escrescenze ramificate, scure e impressionanti, capaci di trasformare il musetto di un animale da peluche in qualcosa che pare uscito da un film horror. Ma la realtà è molto più concreta, e forse anche più sorprendente.

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Una infezione molto conosciuta

Questi “corni” non sono ossa, ma papillomi cheratinizzati, il segno visibile di un’infezione virale che la scienza conosce da quasi un secolo: il papillomavirus identificato negli Anni 30 dal virologo Richard Shope. Un virus colpisce soprattutto i conigli selvatici nordamericani, in particolare il Cottontail, e provoca la crescita di tessuto duro e pigmentato, spesso nero o grigiastro, sulla testa, sul collo e attorno agli occhi. In alcuni casi le escrescenze restano piccole, simili a verruche rugose. In altri, si allungano e si ramificano fino a trasformare il profilo del coniglio in quello di una creatura mitologica.