Ardon Jashari ha la gioia di chi ha realizzato un sogno, di chi ha deciso di esporsi in prima persona per forzare la mano e riuscire a giocare a San Siro e ripercorrere le orme dell'idolo Andrea Pirlo.

"Faccio fatica a trovare le parole giuste per farvi capire cosa provo ad essere qui. È un sogno che si realizza, non solo per me ma anche per la mia famiglia. È un onore essere al Milan", racconta nella conferenza stampa di presentazione.

A Milano, con Ferragosto alle porte, il clima è torrido.

Ma sono tanti i tifosi che lo acclamano al flagship store rossonero in centro città. La lunga trattativa per portarlo a Milano ha accompagnato l'estate dei tifosi del Milan. "È stata lunga - ammette anche il centrocampista - ma fin dai primi contatti era chiaro che volessi venire al Milan. Sapevo che non sarebbe stato facile perché ero importante per il Bruges e non mi avrebbero fatto andare via facilmente. Serviva pazienza. Tare mi ha sempre detto che avrebbe fatto di tutto per portarmi qui e ora siamo tutti felici".

Jashari sarà un osservato speciale del nuovo corso del Milan. La cifra importante che ha dovuto sborsare il club rossonero, la costanza con cui Tare non ha gettato la spugna, hanno impennato le aspettative verso lo svizzero. Ed è una storia così affine a quella di De Ketelaere che le similitudini vengono spontanee. Ma Jashari rigetta i paragoni. "L'unico aspetto in comune - chiarisce - è che veniamo dallo stesso club ma siamo due giocatori diversi. Sento un po' la pressione ma chi indossa questa maglia sa che c'è pressione. Lavorerò duro per ripagare la fiducia".