Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 10:54
Gli U2 hanno finalmente preso posizione sul conflitto israelo-palestinese, quasi due anni dopo il 7 ottobre. Tutti e quattro hanno parlato: The Edge ha usato parole durissime come “pulizia etnica” e “genocidio coloniale”, Adam Clayton ha condannato la vendetta sui civili, Larry Mullen Jr. ha definito disumano usare la carestia come arma. Bono, invece, ha scelto un registro più istituzionale: condanna Netanyahu per l’embargo e l’occupazione di Gaza City, cita anche le responsabilità di Hamas, sostiene la soluzione a due Stati e annuncia una donazione a Medical Aid for Palestinians.
Parole che mi hanno fatto tornare in mente un episodio di un anno fa: Roger Waters, dopo averlo visto cantare per le vittime israeliane del Supernova Festival citando la Stella di David, lo chiamò “Enormous shit” e parlò di “una delle cose più ripugnanti” che avesse mai visto. Detto da un artista che pure ha le sue ombre. Nei consueti nove punti di questo blog, provo a capire se oggi quelle parole abbiano ancora un senso.
Cominciamo!






