La mosca del Nuovo Mondo, ribattezzata “mosca assassina”, è un parassita carnivoro le cui larve divorano la carne viva del bestiame, causando sofferenze enormi e, nei casi peggiori, la morte. In America centrale è in corso una epidemia e per contrastare questa emergenza, il Messico ha schierato un’arma insospettabile: i cani antidroga addestrati a fiutare il pericolo prima che sia troppo tardi.

Una barriera vivente contro il nemico invisibile

Il parassita Cochliomyia hominivorax depone le uova su bovini e altri animali. Le larve, una volta schiuse, penetrano nella pelle dell’ospite e si nutrono dei tessuti vivi. Solo in Messico, vengono rilevati almeno 47 nuovi casi al giorno. La gravità dell’infestazione ha già spinto gli Stati Uniti a chiudere a più riprese il confine al bestiame messicano, con pesanti ricadute economiche. L’ultimo stop è arrivato il 9 luglio, dopo un nuovo focolaio nello stato di Veracruz, a quasi 600 chilometri dal confine.

Hummer e Havana: due nasi al servizio della salute

Presso il Centro di Addestramento Canino Ceacan, a Tecamac, un’ora da Città del Messico, un’unità speciale dell’agenzia sanitaria nazionale Senasica conduce un programma di tre mesi per insegnare a cani selezionati a rilevare l’odore della “mosca assassina” e di altri parassiti negli animali vivi o nei prodotti agricoli. Hummer, giovane meticcio dal pelo nero lucido, si siede disciplinato davanti a un campione infetto, guadagnandosi elogi e croccantini. Havana, incrocio di pastore tedesco di due anni, si esercita invece su un’attrezzatura grande quanto una mucca all’interno di una serra, progettata per simulare il caldo torrido del Chiapas, dove il parassita è più diffuso. “Vogliamo che i nostri cani si adattino il più possibile alle condizioni reali”, spiega l’istruttrice Mayte Tontle.