BOLOGNA – Una settimana di attesa, la speranza di riabbracciarlo che si faceva sempre più flebile. E martedì il ritrovamento del corpo di Dante Regazzi, l’82enne bolognese disperso nei boschi della Valtellina. Era in vacanza ad Aprica; il 5 agosto è uscito per cercare funghi e non ha fatto più ritorno.
A dare l’allarme la vicina di casa dell’uomo, che in quella località aveva una casa di proprietà. Le ricerche erano partite subito e non si erano mai interrotte. Il corpo di Regazzi è stato trovato in fondo a un dirupo a circa 2300 metri di quota, dall’equipaggio del Sagf-Soccorso Alpino della Guardia di finanza.
«Una tragedia che colpisce tutta la comunità bolognese, delle Lame e di Pescarola. Spesso non condividevamo idee, ma piangiamo una persona onesta e competente», scrive l’assessore Daniele Ara. «Il suo impegno e il suo cuore erano davvero la parte migliore di questa città. Una persona straordinaria che aveva una fortissima sensibilità ambientale», racconta il portavoce dei Verdi Danny Labriola.
Regazzi infatti era sempre attivo nelle battaglie per il verde, dal parco Don Bosco al Lazzaretto, dal Passante all’aeroporto. Proprio il comitato “Salviamo il Lazzaretto”, che ora è sconvolto, si era speso in molti appelli: «Abbiamo bisogno di tutto il bene che ci ha trasmesso per continuare ad essere forti». Purtroppo martedì l’esito più temuto.







