CHIOGGIA (VENEZIA)/PONTE SAN NICOLÒ (PADOVA) - Il tempo di un bagno in mare è bastato a due turisti tedeschi per trovarsi derubati del cellulare. Il segnale gps dello smartphone ha però permesso alle vittime di ritracciare l'apparecchio e con esso, a quaranta chilometri di distanza, il 27enne che lo aveva tra le mani e che è stato denunciato.
È domenica 10 agosto, spiaggia di Sottomarina. Due turisti tedeschi sono sdraiati sotto all'ombrellone. Fa caldo, decidono di fare un bagno in mare. Quindi si alzano e lasciano sui lettini le poche cose che hanno portato con sé, incluso un cellulare. Entrano in acqua e, dopo qualche minuto, fanno ritorno all'ombrellone. In quel momento scoprono che lo smartphone non c'è più. Attraverso uno smartwatch e il gps però lo localizzano in pochi minuti: è ancora all'interno del lido, significa che qualcuno lo ha preso. Qualche istante dopo tuttavia il telefonino viene spento, così il segnale si interrompe.
Le due vittime chiamano i carabinieri e denunciano il furto. Passano ventiquattro ore, è lunedì 11 agosto e il loro smartwatch si illumina: il segnale gps del cellulare è tornato attivo, l'apparecchio è stato riacceso. Si trova a Ponte San Nicolò, un paese alle porte di Padova a 40 chilometri da Sottomarina. I due turisti avvisano subito i carabinieri che raggiungono l'indirizzo segnalato e vi trovano un 27enne con lo smartphone tra le mani. Gli chiedono se possa dimostrare che è suo, dove lo abbia preso. Lui non ha nessuna risèposta palusibile da dare, perciò l'apparecchio viene sequestrato e restituito al proprietario, mentre il 27enne viene denunciato con l'accusa di ricettazione. Ricettazione e non furto perché è sì stato sorpreso con il telefonino rubato, ma per appurare se sia stato effettivamente lui a rubarlo sono in corso ulteriori indagini.







