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Il 16 luglio a New York la famosa casa d’aste Sotheby’s ha venduto un meteorite marziano per 4,3 milioni di dollari (circa 3,7 milioni di euro). Pesa 24,7 chili, è lungo quasi 40 centimetri ed è il più grande pezzo di Marte mai trovato sulla Terra. Ma c’è un problema: quel meteorite era stato trovato nel 2023 in Niger, in Africa occidentale, e non si sa bene come sia finito a New York, dopo essere passato anche per l’Italia.
Qualche giorno dopo l’asta, il governo nigerino ha avviato un’indagine per scoprire se sia stato esportato illegalmente, ma Sotheby’s dice che tutta la documentazione era in regola. È una vicenda eccezionale per alcuni aspetti, ma ordinaria per altri: intorno ai reperti extraterrestri esiste da decenni un collezionismo che sfrutta ampie zone grigie nelle leggi che ne regolano la proprietà e il traffico, diverse da paese a paese.
Il Niger si trova nel più esteso deserto caldo del mondo, il Sahara, che è una zona battuta dai cosiddetti “cacciatori di meteoriti” proprio perché presenta condizioni ambientali inospitali per molti organismi viventi, ma adatte alla scoperta e alla conservazione di fossili e minerali. Incluse rocce che precipitano sulla Terra senza che nessuno sappia precisamente dove e quando.








