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Lunedì Donald Trump ha annunciato che schiererà 800 soldati della Guardia Nazionale a Washington D.C. entro la prossima settimana e che ha posto la polizia locale sotto diretto controllo federale, per risolvere quella che ha descritto come un’emergenza di criminalità nella capitale. Secondo i dati dell’amministrazione locale però i crimini violenti sono al minimo degli ultimi 30 anni.
È una decisione che ha più a che fare con le esigenze politiche di Donald Trump – che sta cercando di espandere i poteri della presidenza – piuttosto che con la situazione dell’ordine pubblico nel territorio della capitale statunitense. Ed è in linea con la retorica del presidente, che dice di voler rendere gli Stati Uniti un paese sicuro, anche attraverso l’espulsione di moltissimi immigrati irregolari.
La sindaca della città, Muriel Bowser, ha definito l’annuncio di Trump «inquietante e senza precedenti», pur riconoscendo l’autorità del presidente di assumere temporaneamente il controllo della polizia cittadina. Bowser ha comunque respinto le affermazioni di Trump sulla violenza incontrollata nella capitale, e ha sottolineato i dati positivi del 2024.
Secondo una legge federale, Trump può porre la polizia locale di Washington D.C. sotto il controllo federale per 48 ore in caso di emergenza, e può estendere il periodo di controllo fino a 30 giorni chiedendolo prima al Congresso. L’emergenza però finisce dopo 30 giorni: per estenderla ulteriormente sia la Camera che il Senato devono approvare una proroga. Trump ha poi detto che le persone senza dimora saranno mandate via dagli accampamenti nei parchi e sulle strade della città, ma non ha detto dove saranno mandate.











