Note per ricordare le origini della canzone capitolina ma anche storie di libertà all’insegna di un messaggio di pace. Tema mai così attuale. È il concerto-spettacolo “La Voce di Roma tra sacro e romano“ che Elena Bonelli propone con intensità al teatro di Tor Bella Monaca. Al fianco della cantante, sul palco, musicisti straordinari come Stefano Cenci e Riccardo Medile, oltre ad alcuni artisti internazionali provenienti da nazioni dove la libertà di espressione è negata, soprattutto alle donne. A rendere ancora più significativo il concerto, la partecipazione della cantante afghana Elana Yaqubee, che ha dovuto lasciare il suo paese per poter essere se stessa. L’artista, in elegante abito tradizionale con velo sui toni del rosso, intona “Le mantellate" in lingua farsi, accompagnata dal musicista Fabio Joel Tunno. C’è anche il percussionista indiano Rashmi Bhatt.
La presenza di artisti stranieri arricchisce e internazionalizza il repertorio in scaletta, si commenta in platea, trasformandolo in un linguaggio globale di solidarietà, bellezza e libertà. "Sacro e romano" ha infatti un doppio significato: non si riferisce solo alle radici religiose e popolari della musica della Città Eterna, ma celebra anche ciò che è sacro nella vita: la libertà di espressione, la dignità della donna, la cultura, la pace. Giovani e meno giovani si lasciano trasportare in un viaggio che a molti risveglia memorie. Complice la verve della Bonelli, in total black, che con la potente interpretazione di venti brani iconici della tradizione capitolina riesce a dar voce a Roma e alla sua anima profonda. Tra una canzone e l’altra l'artista regala aneddoti, curiosità e riflessioni storico-sociologiche, restituendo vita e significato a ogni parola cantata. Un manifesto culturale: un racconto intenso, colto, appassionato dell’evoluzione della millenaria città e della sua canzone, dalle origini fino alla contemporaneità. Si parte dai canti sacri legati a figure come San Filippo Neri e Santa Francesca Romana, per poi attraversare i secoli passando per le romanze popolari di Pasolini e Strehler, il cantautorato di Califano, fino ad arrivare alle contaminazioni moderne di artisti come Mannarino, Venditti e Lauro. Standing ovation finale, a suggello dell'interessante serata.






