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Da Cardiff a Londra, da Manchester a Edimburgo, nelle ultime settimane le strade e i pub del Regno Unito si sono riempiti di cappellini da pescatore, occhialini tondi e magliette con le facce dei fratelli Gallagher. Centinaia di migliaia di persone infatti sono arrivate da tutto il mondo, anche solo per uno o due giorni, per seguire l’attesissimo tour della reunion degli Oasis, uno dei grandi eventi musicali dell’anno che è diventato un momento di festa e condivisione anche fuori dai palazzetti e sui social, arrivando dappertutto.

Gli Oasis sono una delle band più note e amate degli anni Novanta, e quelli di quest’estate sono i loro primi concerti dal 2009. Da allora moltissimi fan avevano visto suonare Liam e Noel Gallagher, ma sempre separatamente. L’anno scorso l’annuncio delle prime date del loro tour era stato accolto con enorme entusiasmo, e tutti i biglietti erano finiti nel giro di poche ore.

Per seguire le cinque date che hanno fatto a Manchester, la loro città, a metà luglio sono arrivate persone dalla Nuova Zelanda e dal Kazakistan, dalla Cina e dalla Groenlandia. In vista dei concerti in moltissimi pub sono stati organizzati pre e after party, per esempio al Definitely Maybe, che deve il proprio nome al disco d’esordio della band ed è gestito da due fratelli che si chiamano a loro volta Gallagher, Paul e Mark. Prima e dopo i concerti i fan si sono radunati nei locali e nelle strade per bere birra, chiacchierare e intonare cori di “Wonderwall”, “Don’t Look Back in Anger” o “Little by Little”, alcune delle canzoni più famose degli Oasis.