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Approfittando di una legge del 1973 schiererà la Guardia nazionale nella città
Donald Trump assume il controllo del District of Columbia. Con una mossa senza precedenti nella storia recente della città - "è un'azione storica" - il presidente ha annunciato un nuovo "Liberation Day". Stavolta, non per dichiarare guerra ai partner commerciali degli Stati Uniti, ma per "riprenderci Washington". La capitale federale è "fuori controllo", ha detto il tycoon, ripetendo quello che va dicendo da giorni, quando aveva annunciato un primo impiego "per una settimana" degli agenti di decine di agenzie federali per affiancare la polizia locale. Trump ha negato, come invece indicano i dati, che gli indici della criminalità siano ai minimi da 30 anni, dopo i picchi raggiunti subito dopo la pandemia. In tema di sicurezza pubblica, quello che conta è la percezione. E in questo senso, Washington rimane una città violenta: sparatorie, rapine, furti d'auto a mano armata, spesso opera di minorenni che per legge possono essere perseguiti solo blandamente. Gli omicidi, sebbene in calo, sono già stati 99 nei primi sei mesi di quest'anno, in una città di poco più di 700mila abitanti. In tutta Italia, lo scorso anno furono 319. Come annunciato nel weekend, Trump si è presentato poco dopo le 10,30 di ieri nella "briefing room" della Casa Bianca, stipata di cronisti e telecamere, affiancato da alcuni dei "colonnelli" della sua amministrazione: la ministra della Giustizia Pam Bondi, il capo del Pentagono Pete Hegseth; il direttore dell'Fbi Kash Patel; il segretario all'Interno Doug Burgman e la procuratrice federale di Washington Jeanine Pirro. A loro, il compito di mettere in atto il piano del presidente per rendere la città di nuovo "bella e sicura".












