Giulia e Marco, nomi di fantasia, abitano a Messina e hanno tre “figli”. La primogenita di chiama Zoe, ha quattro zampe e due occhi che ammaliano, e due bellissimi bambini. Questa è la storia di un cane che ha cucito insieme i cuori di una famiglia.
La storia
Zoe non era prevista nelle loro vite. Giulia aveva appena iniziato il percorso di specializzazione in medicina interna; percorso che per un medico è un cammino fagocitante, lastricato di fatiche, nessun orario e per noi siciliani di viaggi della speranza, tra treni, caldo e ritardi.
E nel suo caso anche della pandemia.
Giulia aveva deciso di non avere un cane, pur amandoli, per evitare l’inevitabile sofferenza postuma. Le malattie, la morte, la sofferenza non riusciva a tollerarle quando si tratta di animali, nonostante avesse sposato la cura come mestiere, mentre con i pazienti era una guerriera.






