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La scorsa settimana l’ex first lady della Corea del Sud, Kim Keon-hee, è stata interrogata per la prima volta dalla commissione speciale creata a giugno dal parlamento per investigare sul tentativo dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, suo marito, di instaurare la legge marziale. Oltre a indagare sui fatti principali, la commissione è stata incaricata di svolgere indagini separate su Kim: cosa che dice molto della sua influenza e della centralità che ha avuto nel dibattito politico sudcoreano, per una serie di scandali da cui il marito aveva cercato di proteggerla finché è rimasto in carica.

Yoon è stato destituito ad aprile: ora è in carcere e sotto processo per insurrezione, alto tradimento e abuso di potere. Giovedì scorso i procuratori speciali hanno chiesto di mettere anche Kim in custodia cautelare, accusandola di corruzione. Se questa settimana il tribunale distrettuale di Seul accogliesse la richiesta, sarebbe la prima volta nella storia del paese che un ex presidente e la first lady sono contemporaneamente in arresto: una situazione eccezionale quindi, anche per un paese in cui in passato ci sono stati scandali e vicende politiche paragonate alle trame di film.