“Sudare la maglia”, “meritare la maglia”. In una società in cui apparire sembra spesso avere un peso specifico maggiore di essere, i club di Serie A ogni anno lanciano sul mercato almeno tre nuove maglie da far indossare ai tifosi e ai loro beniamini sul campo. Il compito della camiseta è quello di rappresentare al meglio non solo i colori, ma soprattutto i valori del club di appartenenza, facendo spesso e volentieri leva sul legame tra società e città ospitante. Da qualche anno a questa parte la sfida delle società è sempre più chiara: trovare un compromesso estetico tra innovazione e tradizione, cercando in alcuni casi di evitare che la propria divisa ricordi eccessivamente un “pigiama”. Perché è la moda la protagonista del discorso: i club più importanti per tifo e per storia ormai hanno abituato i tifosi a collaborazioni con grandi marchi non più esclusivamente sportivi (si veda il sodalizio Napoli - Emporio Armani), ragionando spesso sulla progettazione di un capo casual, adatto ad essere indossato anche fuoricampo. Da designer, ogni anno mi trovo a ragionare sulle scelte estetiche delle società e, nel bene o nel male, mi faccio un’opinione sulle maglie indossate dai 22 giocatori in campo.
Le pagelle delle maglie della prossima Serie A
Un’analisi delle scelte di design degli sponsor tecnici per le nuove maglie home delle 20 squadre per la prossima stagione. Molti promossi e pochi bocciati, co…









