Orsted affonda alla Borsa di Copenaghen sotto il peso dell’aumento di capitale da 60 miliardi di corone (9,4 miliardi di dollari), deciso dopo che l’amministrazione Trump ha fatto deragliare la sua attività negli Usa e in generale il suo modello di business. Il titolo del principale sviluppatore mondiale di parchi eolici offshore attorno alle 13,30 perdeva il 28,7% a 219 corone, dopo essere ribassato al minimo decennale di 219,70 corone nella mattinata.

Orsted ha spiegato di avere optato per una raccolta di nuovo capitale dopo che “i recenti determinanti sviluppi negli Usa” hanno interrotto gli sforzi per vendere una partecipazione nel progetto Sunrise Wind al largo della costa di New York.

La cessione “avrebbe permesso il rafforzamento necessario alla struttura di capitale di Orsted al fine di sostenere il suo programma di investimento e il suo modello di business”.

Il gruppo danese fa in effetti leva sulla cessione di quote dei suoi progetti per condividerne il costo e per finanziare il resto del suo portafoglio.

Le decisioni dell’amministrazione Trump tuttavia hanno minato le basi di questa strategia, causando anche una svalutazione degli asset coinvolti. Come è noto, Trump – grande sostenitore delle energie fossili - ha condotto la sua campagna elettorale anche sulla promessa di contrastare l’industria eolica offshore, sostenendo che è troppo costosa e danneggia balene e uccelli. Al suo ritorno alla Casa Bianca ha sospeso le licenze eoliche offshore e ha tagliato fondi ed agevolazioni alle rinnovabili nel budget federale 2026.