Insieme, lo scorso anno, valevano oltre 13 milioni di veicoli, occupando le posizioni tre (dietro Toyota e Volkswagen) e quattro. Il coreani del gruppo Hyundai (con Kia) e gli statunitensi di General Motors hanno ufficializzato lo sviluppo di 5 nuovi modelli, il primo dei quali dovrebbe debuttare nel 2028: un crossover compatto, una berlina, due pick-up (uno “piccolo” e uno grande) e un van elettrico. Non è ancora dato sapere dove verranno fabbricati, ma è chiaro che i due cassonati rientrano nella responsabilità di GM. Sulla base di ciò che hanno ufficializzato i due gruppi, a regime la produzione complessiva di questa nuova “gamma” sarà di 800.000 esemplari l'anno. I modelli sono destinati al continente americano, ai mercati del nord (il van a zero emissioni), del centro e del sud, in base alle carrozzerie. L'operazione rientra nell'ambito dell'accordo di collaborazione che Hyundai e General Motors avevano annunciato lo scorso settembre e che era stato sotto scritto dai numeri uno Euisun Chung e Mary Barra.

Ipotesi di cooperazione anche per gli acquisti

A mesi di distanza, uno dei top manager della casa di Detroit, Shilpan Amin, ha fatto sapere che “grazie a questa collaborazione possiamo ridurre tempi di sviluppo e costi: una situazione vantaggiosa per entrambe le parti”. Dal canto suo il nuovo Ceo del colosso coreano José Muñoz ha chiarito che “la forza combinata in Nord e Sud America ci aiuta a rispondere in modo più efficace alle esigenze dei clienti, con veicoli dal design accattivante, di alta qualità e sicuri, dotati di tecnologie di valore”. Lo sviluppo è già cominciato e le vetture verranno commercializzate dai singoli costruttori, che li caratterizzeranno con marchi e design. L'obiettivo è quello di rispondere alla crescente concorrenza dei rivali cinesi che si stanno guadagnando quote di mercato grazie a una politica piuttosto aggressiva sui prezzi. È la prima volta che il gruppo Hyundai apre a una simile cooperazione, a proposito della quale sono in corso valutazioni per una possibile estensione anche agli acquisti per beneficiare di economie di scala. Sono state ipotizzate anche forme di condivisione anche di sistemi di propulsione, di celle a combustibile e acciai a basso impatto di CO2.